Tre fiammiferi

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

[Jacques Prévert]

Annunci

Amatissima

Leggere “Amatissima” di Toni Morrison (libro vincitore del premio Pulitzer per la narrativa nel 1988, autrice vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 1993)mi ha richiesto tante, tantissime energie. Perché, fondamentalmente, mi sono trovata impreparata davanti a un romanzo davvero complesso che tratta diversi temi (quasi tutti difficili da comprendere per un europeo nato alla fine del secolo scorso), interconnessi fra loro con l’aiuto delle vicende della storia, e che pone al lettore un interrogativo morale mostruoso.

Dal momento che, lo dico subito, questo è un consiglio di lettura, provo a farti da “personal trainer”, ma senza fare spoiler.

Questo romanzo, che prende le mosse da un episodio realmente accaduto, ci parla dell’incapacità umana di seppellire definitivamente il passato; per quanto ci si sforzi di andare avanti, specialmente se il passato è sangue e dolore, esso non si lascia mettere da parte facilmente. E nel passato degli ex schiavi che, all’alba della Guerra di Secessione, lavoravano ancora nelle piantagioni di cotone degli stati schiavisti americani, di sofferenza ce n’era più di quanta ne possiamo immaginare.
Qui la Morrison infila il coltello e lo rigira finché la piaga non fa gemere di dolore anche il lettore, finché chi legge non riesce a cogliere quello che deve essere un vago barlume di cosa voleva dire essere uno schiavo e delle ferite, mai veramente cicatrizzate, che la schiavitù era capace di lasciare anche molto tempo dopo la sua fine.

[…] peggio ancora di quello — molto peggio — era quello di cui era morta Baby Suggs, quello che Ella conosceva, quello che Stamp Paid aveva visto e quello che aveva fatto tremare Paul D. Che un bianco qualunque potesse prendere tutto l’io di una persona per il primo motivo che gli saltava in mente. Non solo poteva sfruttare, uccidere o mutilare una persona, ma anche sporcarla. Sporcarla al punto da dimenticare chi si è e non poterci più pensare.

I frequenti cambi di prospettiva, il continuo andare e venire tra passato e presente, i flussi di coscienza e quel paio di capitoli verso la fine, tutto questo complica ulteriormente la lettura rendendo “Amatissima” un romanzo super impegnativo, ma non per questo meno consigliabile.

PS
Il romanzo è dedicato agli oltre 60 milioni di schiavi morti durante la tratta atlantica degli schiavi africani sulle navi negriere. Ricordarlo durante la lettura aiuterà a superare quello che, a mio parere, è il passaggio più difficile del libro.

Pic of the Month – December 2018

December is one hell of a month! First of all there’s the search for the perfect gifts and then it gets crowded with Christmas parties and dinners, with family reunions and friends gatherings and all of this leads to New Year’s Eve, perhaps the most dreaded night of all year. Also, I celebrate my birthday in December.
So yeah, December is one of those months where I end up having a lot of different pictures casually stuffed in my phone. It could’ve been hard to decide which one to post, but actually it was not difficult at all, because how can you beat an evening spent baking Christmas biscuits with your best friends?