Vamos a tapear!

Il che esaurisce quasi tutto il mio vocabolario di spagnolo (insieme all’altrettanto fondamentale cerveza), ma di cos’altro potrei aver bisogno? I voli sono prenotati, i b&b anche e lo zaino è pronto. Si parte! Meta: Malaga e Siviglia.
Come sempre, se vuoi seguirmi in questo nuovo viaggio, puoi sbirciare il mio account Instagram.
A presto,
cari amici del blog!

And that’s pretty much it with my spanish but, honestly, what more could I need? The flights and stayings are booked and I already packed. So, ready? Let’s go! Destionations: Malaga and Sevilla.
As always, if you’d like to travel with me just check my IG account.
Talk to you soon
, my dear blogging friends!

Pic of the Month – October 2019

A couple of days ago we got to celebrate this little lady’s first birthday! Though she probably didn’t understand why we were making such a fuss I believe she really enjoyed being at the center of our attention, at least judging by her wiggling tail.

This adorable dog came to be part of the family last february, when she was just three months old. She is actually my in-laws’ dog, but given the amount of time I spend with her I actually think of her as also my doggie. In these few months she has become a great part of our lives and, sometimes, when I get home from work I stop by my in-laws’ house just to play and cuddle with her.

It’s incredible how she communicates with us and even more incredible is the love she shows for us all! A love that we reciprocate and that I’m pretty sure will continue to grow…

I terribili segreti di Maxwell Sim

Ok, lo ammetto. Mi costa molto, ma lo ammetto. “I terribili segreti di Maxwell Sim” di Jonathan Coe non ha nulla a che vedere con i primi romanzi dello stesso autore (che amo follemente, se non si era capito). Questo libro ha un peso specifico di molto inferiore a titoli come “La famiglia Winshaw” o “La casa del sonno”. O “La banda dei brocchi”. Eppure si ritrovano molti elementi tipici della narrativa di Coe a partire proprio da Maxwell Sim, protagonista del romanzo.

Max, come la stragrande maggioranza dei personaggi di Coe, è un perdente. Non ha nemmeno una delle caratteristiche che nel mondo contemporaneo sono considerate positive: non è sicuro di sè nè ha una particolare autostima, non è determinato nè particolarmente affascinante.
A dirla tutta, Max ha vissuto i primi 48 anni della sua vita senza porsi alcuna domanda ed è per questo che allo stesso Maxwell Sim risulta impossibile dire chi sia Maxwell Sim.

E questo ci riporta a un’altra delle grandi tematiche che Coe esplora nei suoi romanzi: la ricerca della propria identità. Non è raro infatti che i personaggi di Coe cerchino disperatamente di capirsi, di comprendere veramente chi sono. Una ricerca che di volta in volta viene declinata in diversi aspetti: materiale, spirituale, sessuale, di genere e così via. Maxwell Sim non fa eccezione e si può quasi dire che il viaggio intrapreso dal personaggio altro non è che una grande metafora per la ricerca d’identità del protagonista.

Non fa eccezione nemmeno il fatto che anche in questo romanzo si ritrovi l’idea che la generazione che ora ha tra i 50 e i 60 anni sia una generazione che si è spesso sentita crescere all’ombra di genitori piuttosto ingombranti. Il che mi fa pensare che sia Coe stesso a sentirsi così, ma questa è solo una mia supposizione.

I riferimenti alla Borsa con l’utilizzo di termini bancari e brokeraggio, l’attenzione alle preoccupazioni sociali, il tono umoristico che pervade la narrazione senza sminuirne la profondità completano il quadro.

“I terribili segreti di Maxwell Sim” è un romanzo dove vediamo il caro vecchio Coe degli esordi solo a sprazzi, ma resta comunque un libro a mio avviso più che godibile. Mettiamola così: se “La famiglia Winshaw” e “La casa del sonno” sono romanzi da 10, “I terribili segreti di Maxwell Sim” si porta comunque a casa un dignitosissimo 7.