Liebster Award: scopri nuovi blog

Nessuno mi aveva mai definito prima una ragazza “con una spiccata sensibilità”. Ci ha pensato Alessandra, che ringrazio di cuore per avermi nominata al Liebster Award. Cercherò di sfruttare al meglio questa opportunità per farmi conoscere un po’ di più!

Innanzitutto, partiamo dalle regole:

– pubblicare il logo del liebster award sul proprio blog
– ringraziare il blog che ti ha nominato e seguirlo
– rispondere alle sue 11 domande
– nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 followers
– formulare altre 11 domande per i blogger nominati
– informare i blogger della nomination

E ora, le risposte alle domande di Alessandra:
1- c’è una citazione libresca rimasta indelebile nella tua memoria?
Ce ne sono tante, tantissime, tutte gelosamente conservate. Da condividere con altri appassionati di libri, ne ho due. Qui.
2- in quale pellicola cinematografica vorresti magicamente entrare?
Questa è una domanda difficile. Forse un film di Tarantino o uno di e con Clint Eastwood. Mmm.. più ci penso e più mi vengono idee diverse. Meglio che mi fermo qui.
3- c’è un personaggio di una serie tv che ti somiglia?
Mi sono sempre sentita un maschiaccio. In questo momento, mi verrebbe da dire che potrei assomigliare ad Arya Stark (da Game of Thrones)…
4- hai inventato qualcosa che salverà il mondo. di cosa si tratta?
Il teletrasporto. Fine dei trasporti che usano carburante. Meno smog e meno stress per tutti.
5- puoi visitare marte, cosa porti con te?
Una bella scorta di buona musica e dei libri illustrati per iniziare a comunicare con i marziani.
6- gli alieni comunicano solo con la musica. quale strumento scegli?
Una bella Gibson Les Paul.
7- se fossi una fiaba quale saresti?
La Bella e la Bestia. D’altro canto, potevo non scegliere una favola dove l’eroina è una donna che legge?
8- se fossi una poesia?
Non chiedere” di Jacques Prévert
9- il tuo blog è…?
Mi permetto di citare Forrest Gump, perché è davvero così. Il mio blog è una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita di leggere. Il dramma è che io stessa non lo so 😄
10- hai in programma dei cambiamenti per il tuo blog?
Al momento no. Ho già cambiato nome qualche mese fa e per ora sono a posto così.
11- hai scritto un racconto/poesia/altro che vuoi farmi leggere?
È soltanto un articolo già pubblicato su questo blog. Non è un racconto, nè una poesia… eppure qualcosa di poetico ce l’ha 😉

Adesso tocca a me fare le domande:

1- Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?
2- Oltre al blog, quali interessi coltivi?
3- Se potessi tornare indietro nel tempo, a un momento della tua vita, dove andresti?
4- Qual è stato il concerto più emozionante al quale hai partecipato?
5- Quale destinazione hai in mente per il tuo prossimo viaggio?
6- Quali sono i 5 libri che ti hanno svelato qualcosa di te?
7- Devi organizzare una festa a tema. Che tema scegli?
8- Dolce o salato?
9- Quale esperienza, che non hai ancora mai fatto, hai intenzione di provare almeno una volta nella vita?
10- Qual è la parolaccia che usi più spesso?
11- Quale film hai guardato più volte in assoluto nella tua vita?

Infine, ecco le mie nomine. Sono curiosa di scoprire qualcosa di più di questi blogger che leggo ogni settimana. Adesso, la palla passa a voi:

Tararabundidee, Donutopenthisblog, Wordsinfreedomblog
Le ragazze di Unavaligiadidesideri, Le ragazze di Cantidellebalene
Matteoscompa, Endovenablog, Unacontraddizioneambulante
Thisdemian
, Lepieghedellavita, Soffiodirespiri

Il primo passo

Il primo passo è sempre il più difficile.
Stare fermi impone una certa staticità, una roba da prurito, ma la staticità è in qualche modo sicurezza. Per fare un passo, innanzitutto, occorre stabilire in quale direzione allungare la gamba e non sempre è così facile stabilire dove andare. Già solo questa prima fase è così spaventosa che, talvolta, è sufficiente per portare alla rinuncia.

Altre volte sai in che direzione muoverti, ma tra il dire e il fare, come si sa, c’è in mezzo il mare. Non so se ti è mai capitato, ma è come quando vuoi colmare una distanza con un salto e non sei sicuro di avere lo slancio necessario nelle gambe. Allora, stai lì e ti concentri. Visualizzi il punto di arrivo e ti concentri. Il tuo cervello cerca di inviare un segnale agli arti inferiori, tanto che senti un debole impulso percorrere il tuo corpo. Subito frenato. Neanche ti stacchi dal tuo blocco di partenza e ricomincia tutto da capo. Poi ti stanchi e abbandoni, rinvii il momento a data da destinarsi. E succede perché, come dice Gramellini:

Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo.

Perdere l’equilibrio fa paura. Presuppone momenti d’incertezza e caos e insicurezza.
Bisogna mettere da parte tutto questo per vedere la bellezza di quello che potresti ottenere sbilanciandoti.
E poi, semplicemente, fare quel passo. Il primo passo.