Che spettacolo!

Non voglio essere spettatrice del mio tempo. La vita è sì uno spettacolo, ma che gusto c’è a guardarla passare? La vita è da vivere, da buttarcisi dentro, da prendere a sportellate, come lei fa con te, senza badare ai capelli scarmigliati, ai vestiti spiegazzati, ai lividi riportati.

Non voglio stare ferma a guardare. Voglio dire, fare, baciare, cantare, correre, raccontare, voglio afferrare il tempo che ho per le mani e plasmarlo. Perché non voglio essere spettatrice del mio tempo, spiona nascosta al sicuro, appena fuori dall’occhio di bue.

A stare alla luce ci si prende dei rischi, ma la vita è uno spettacolo fatto così.
Che gusto c’è a guardarlo passare, senza provare ad essere protagonisti almeno della propria storia?

Una scheggia sottopelle

A volte mi sento come se avessi una scheggia sottopelle. Una di quelle conficcate completamente, comode comode, sotto il primo strato di epidermide.
Hai presente, no? Più che altro ti provoca fastidio perché quando ti guardi, lei è lì, e quando la sfiori un po’ male ti fa. E non riesci a tirarla fuori agevolmente, anche cercare di andarci sotto con l’unghia e sollevarla è inutile. Ci vuole un arnese adatto, un ago, uno spillo.

A volte mi sento come se avessi una scheggia sottopelle e dovessi ancora trovare l’arnese adatto per toglierla. Che poi forse il problema è tutto qui; forse certe schegge devono restare esattamente dove sono.