Letture invernali

I due mesi appena trascorsi sono stati intensi e faticosi e non so ancora se porteranno frutti o no. Dita incrociate!
Nel frattempo, comunque, ho continuato a leggere romanzo su romanzo e voglio inaugurare marzo condividendo le mie impressioni sui quattro libri che ho letto negli ultimi tempi.

Quel che resta del giorno (Kazuo Ishiguro) – Di Ishiguro avevo letto soltanto “Non lasciarmi” e, dato il recente premio Nobel, volevo approfondire un po’ la sua conoscenza. Diciamo che ho capito il perché abbia vinto un premio tanto prestigioso. Pochi scrittori sono in grado di rendere un libro come questo, dal ritmo estremamente lento, tanto interessante da leggere, per nulla noioso.

Piccoli suicidi fra amici (Arto Paasilinna) – “Il più formidabile nemico dei finlandesi è la malinconia, l’introversione, una sconfinata apatia“. Questa la prima frase di un romanzo che in realtà strappa al lettore più di una risata e che lo fa riflettere sul potere della condivisione. Probabilmente non il romanzo perfetto, con una narrazione fatta di alti e bassi, ma che si legge più che volentieri.

Lo scrittore fantasma (Philip Roth) – Primo libro di una quadrilogia, questo breve testo di Roth mi ha convinta. Con una terza parte assai particolare, si conferma lo stile crudo e diretto di uno scrittore che sto davvero apprezzando.

 

La formula del professore (Yoko Ogawa) – Questo è un libro che, tra le altre cose, parla della bellezza della matematica. Ora, il mio rapporto con la matematica è tutt’altro che sereno, per cui mi ero avvicinata a questo romanzo con un po’ di diffidenza. Sono stata felice di ricredermi. Sì, ok, non credo lo citerò mai tra le mie letture preferite, eppure questo romanzo ha qualcosa di incantevole che si dispiega fra le pagine.

Se anche tu hai letto qualcuno di questi libri, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi. Dai, spara!

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5 ottimi motivi per fare parte di un gruppo di lettura

Ormai lo sai, la sottoscritta partecipa, da ben 3 anni, a due diversi gruppi di lettura con conseguenze a volte rocambolesche come sbagliare fermata del bus perché hai il naso piantato fra le pagine, ché l’incontro di un gruppo è il giorno seguente e mancano ancora 100 pagine per finire il libro.

Incastri improbabili a parte, quando mi capita di parlarne con colleghi e amici che non frequentano gruppi di lettura, ma che leggono, sorge spesso la stessa domanda: “Ma perché ci vai?”.
E io devo ammettere che, ormai, rispondo sempre con 5 ottimi motivi:

  1. Si scoprono romanzi e autori di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza, passando continuamente da un genere all’altro. Sei un lettore onnivoro? Perfetto. Sei uno un po’ più selettivo? Meglio ancora! Potrai espandere i tuoi orizzonti come non hai mai fatto prima;
  2. Si incontrano persone che hanno davvero la tua stessa passione. Sì, ok, magari uno predilige il cyberpunk mentre l’altro divora romanzi epistolari ambientati nell’Ottocento, ma una cosa in comune c’è ed è la passione per la lettura;
  3. Non ci si annoia mai. Specie se il libro appena letto tratta argomenti attuali o controversi la discussione tende a fiorire spontaneamente e il confronto diventa davvero interessante;
  4. A volte, cambi prospettiva. È un fatto che ciascuno interpreta le storie a suo modo. Discutere di un libro insieme ad altre persone ti fa vedere le cose con occhi diversi e capita che addirittura stravolga il senso che da solo gli avevi attribuito;
  5. Si instaurano piccoli rituali. La pizzata di fine anno, lo scambio di libri natalizio, i giochi a tema letterario per il compleanno del gruppo. Piccoli momenti di aggregazione che ti fanno capire che ti sei fatto degli amici che, perdipiù, possono prestarti quel libro che volevi tanto leggere ma non hai trovato in biblioteca.

Il mio consiglio, se ti piace leggere o hai intenzione di aumentare le tue letture quest’anno, è quello di cercare in rete uno dei tanti gruppi di lettura che esistono in Italia (moltissime biblioteche ne hanno uno proprio) e provare a frequentarlo. Non tornerai più indietro.

Aggiornamenti libreschi – parte II

Ed ecco qui gli altri titoli che ho letto negli ultimi tempi con tanto di (s)consigli di lettura. Gli ultimi quattro sono libri che sono stati scelti ai gruppi di lettura che frequento perché sì, autunno significa nuovi incontri a base di tisane e discussioni letterarie e nuove scoperte. E non potrei esserne più contenta.

La casa del sonno (Jonathan Coe) – Il libro più bello che ho letto nel 2017, almeno finora. Coinvolgente, tanto da utilizzare ogni secondo libero per infilare il naso tra le pagine. Lo consiglio caldamente!

La ragazza del treno (Paula Hawkins) – Ottimo per staccare la testa prima di riprendere letture più “impegnative”. Le pagine scorrono bene e l’idea che sta alla base della narrazione è interessante, però il libro in sè non mi è sembrato granché.

Colazione da Tiffany (Truman Capote) – Se hai visto il film, dimenticalo. Il libro è sostanzialmente diverso e Truman Capote è Truman Capote.

In fuga (Alice Munro) – Non avevo mai letto niente di Alice Munro e, in generale, non sono una fan dei racconti. Leggere questa raccolta mi ha fatto venire voglia di leggere ancora la Munro che è abilissima a caratterizzare personaggi e contesti nello spazio di una trentina di pagine. Notevole.

Canone inverso (Paolo Maurensig) – La storia di una vita dedicata alla musica può nascondere tanto, oltre agli ovvi sacrifici che servono per diventare il miglior violinista al mondo. Maurensig ha voluto un po’ strafare. Il libro si legge piacevolmente, ma personalmente mi ha deluso nel finale per cui non lo consiglierei.

Mal di pietre (Milena Agus) – Più un racconto che un romanzo, “Mal di pietre” è una piccola perla. Lo stile di scrittura di Milena Agus mi è piaciuto e penso che leggerò altri suoi libri.

Uomini e topi (John Steinbeck) – Dopo mesi di attesa sono finalmente riuscita a mettere le mani su questo libro e l’attesa è stata pienamente ripagata. Una violenza sottile eppure fatale grava sul racconto fin dalle prime righe e istiga il lettore a entrare nel vortice della narrazione, fino alle scene finali. Consigliatissimo.

Se anche tu hai letto uno o più di questi libri, dai, parliamone! 😉