5 ottimi motivi per fare parte di un gruppo di lettura

Ormai lo sai, la sottoscritta partecipa, da ben 3 anni, a due diversi gruppi di lettura con conseguenze a volte rocambolesche come sbagliare fermata del bus perché hai il naso piantato fra le pagine, ché l’incontro di un gruppo è il giorno seguente e mancano ancora 100 pagine per finire il libro.

Incastri improbabili a parte, quando mi capita di parlarne con colleghi e amici che non frequentano gruppi di lettura, ma che leggono, sorge spesso la stessa domanda: “Ma perché ci vai?”.
E io devo ammettere che, ormai, rispondo sempre con 5 ottimi motivi:

  1. Si scoprono romanzi e autori di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza, passando continuamente da un genere all’altro. Sei un lettore onnivoro? Perfetto. Sei uno un po’ più selettivo? Meglio ancora! Potrai espandere i tuoi orizzonti come non hai mai fatto prima;
  2. Si incontrano persone che hanno davvero la tua stessa passione. Sì, ok, magari uno predilige il cyberpunk mentre l’altro divora romanzi epistolari ambientati nell’Ottocento, ma una cosa in comune c’è ed è la passione per la lettura;
  3. Non ci si annoia mai. Specie se il libro appena letto tratta argomenti attuali o controversi la discussione tende a fiorire spontaneamente e il confronto diventa davvero interessante;
  4. A volte, cambi prospettiva. È un fatto che ciascuno interpreta le storie a suo modo. Discutere di un libro insieme ad altre persone ti fa vedere le cose con occhi diversi e capita che addirittura stravolga il senso che da solo gli avevi attribuito;
  5. Si instaurano piccoli rituali. La pizzata di fine anno, lo scambio di libri natalizio, i giochi a tema letterario per il compleanno del gruppo. Piccoli momenti di aggregazione che ti fanno capire che ti sei fatto degli amici che, perdipiù, possono prestarti quel libro che volevi tanto leggere ma non hai trovato in biblioteca.

Il mio consiglio, se ti piace leggere o hai intenzione di aumentare le tue letture quest’anno, è quello di cercare in rete uno dei tanti gruppi di lettura che esistono in Italia (moltissime biblioteche ne hanno uno proprio) e provare a frequentarlo. Non tornerai più indietro.

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Aggiornamenti libreschi – parte II

Ed ecco qui gli altri titoli che ho letto negli ultimi tempi con tanto di (s)consigli di lettura. Gli ultimi quattro sono libri che sono stati scelti ai gruppi di lettura che frequento perché sì, autunno significa nuovi incontri a base di tisane e discussioni letterarie e nuove scoperte. E non potrei esserne più contenta.

La casa del sonno (Jonathan Coe) – Il libro più bello che ho letto nel 2017, almeno finora. Coinvolgente, tanto da utilizzare ogni secondo libero per infilare il naso tra le pagine. Lo consiglio caldamente!

La ragazza del treno (Paula Hawkins) – Ottimo per staccare la testa prima di riprendere letture più “impegnative”. Le pagine scorrono bene e l’idea che sta alla base della narrazione è interessante, però il libro in sè non mi è sembrato granché.

Colazione da Tiffany (Truman Capote) – Se hai visto il film, dimenticalo. Il libro è sostanzialmente diverso e Truman Capote è Truman Capote.

In fuga (Alice Munro) – Non avevo mai letto niente di Alice Munro e, in generale, non sono una fan dei racconti. Leggere questa raccolta mi ha fatto venire voglia di leggere ancora la Munro che è abilissima a caratterizzare personaggi e contesti nello spazio di una trentina di pagine. Notevole.

Canone inverso (Paolo Maurensig) – La storia di una vita dedicata alla musica può nascondere tanto, oltre agli ovvi sacrifici che servono per diventare il miglior violinista al mondo. Maurensig ha voluto un po’ strafare. Il libro si legge piacevolmente, ma personalmente mi ha deluso nel finale per cui non lo consiglierei.

Mal di pietre (Milena Agus) – Più un racconto che un romanzo, “Mal di pietre” è una piccola perla. Lo stile di scrittura di Milena Agus mi è piaciuto e penso che leggerò altri suoi libri.

Uomini e topi (John Steinbeck) – Dopo mesi di attesa sono finalmente riuscita a mettere le mani su questo libro e l’attesa è stata pienamente ripagata. Una violenza sottile eppure fatale grava sul racconto fin dalle prime righe e istiga il lettore a entrare nel vortice della narrazione, fino alle scene finali. Consigliatissimo.

Se anche tu hai letto uno o più di questi libri, dai, parliamone! 😉

Aggiornamenti libreschi – parte I

Se c’è una cosa su cui puoi scommettere é che in questi mesi ho continuato a leggere, leggere, leggere. Anche più del solito forse, tant’è che mi mancano due libri e avrò raggiunto l’obiettivo che mi ero posta: 36 libri in un anno. Ecco un breve aggiornamento per gli appassionati, con (s)consigli di lettura.

La vegetariana (Han Kang) – Crudo, inquietante e ossessivo, il romanzo di questa scrittrice coreana è un boccone difficile da digerire, ma che merita di essere masticato. Consiglio di attendere un momento propizio per leggerlo.

L’insostenibile leggerezza dell’essere (Milan Kundera) – Sospeso tra romanzo e filosofia questo è un altro libro che merita di essere letto. Offre tantissimi spunti di riflessione e frasi che colgono in pieno la natura umana. Lettura non semplicissima, ma assolutamente digeribile.

L’amore ai tempi del colera (Gabriel Garcia Marquez) – Avevo già tentato di leggere questo romanzo anni fa, ma era stato abbandonato dopo una trentina di pagine. Buona la seconda, anzi direi buonissima; ho veramente apprezzato questo libro anche se, a dirla tutta, un centinaio di pagine in meno non ne avrebbero alterato la sostanza.

Il danno (Josephine Hart) – Comparso per caso tra le letture suggerite da Anobii (prima che rinnovassero il sito… no comment su questo!) con voti altissimi tra lettori con gusti simili ai miei, l’ho preso in biblioteca e… mi è sembrato trascurabile. Non da insufficienza, ma non mi ha lasciato niente.

Terapia di coppia per amanti (Diego De Silva) – Delusione. Con un titolo del genere mi aspettavo molto di più. E non solo il contenuto mi ha lasciato insoddisfatta, ma anche lo stile di De Silva non mi ha convinta. Non credo leggerò altri suoi libri.

Zia Mame (Patrick Dennis) – Leggero e divertente, è un libro perfetto da portarsi in vacanza.

I pesci non chiudono gli occhi (Erri De Luca) – Più poesia che romanzo. Lo stile di De Luca non è il mio genere, ma proprio per questo sinceramente non saprei se consigliarlo o meno.

Hai letto qualcuno di questi libri? Ti sono piaciuti?