Bologna on my mind

È difficile spiegare Bologna ai non bolognesi. Come la spieghi una radice? Una culla? Un perimetro di mattoni rossi e colli verdi? Come spieghi i portici? Come spieghi le osterie, la piazzola, piazza Santo Stefano, le persiane verdi, i sampietrini, le sfogline, le sdoure, i nonni, i fangein, i piccioni? Tutti i soccia, i sorbole, i ma va’ a cagher, ma va ben a rusco, che du maron, i brisa, i dare il tiro, la cassa, il bordello?
Come spieghi le botteghe, il mercato, i vicoli stretti e dolci, la simpatia, la golosità, la “grassezza” dell’anima e della risata? Come spieghi un calice di vino rosso, la perfezione di un tortellino? E le terrazze nascoste sotto i tetti. E gli odori. Gli ippocastani. I tigli. I Giardini Margherita, il Parco Talon. Come la spieghi la vita? La vita qui? Puoi solo viverla e da Bologna non si scappa.

Matilda con la A, Cecilia Mazzeo Orlandi

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