Pensiero della domenica

Ieri sera ho visto Revenant. Bel film, ma non credo punterò su questo come miglior film agli Oscar 2016.

Non so nemmeno se sia la volta migliore di Di Caprio, che comunque quella maledetta statuetta, diciamolo, se la merita. Eh sì, anche perché sono fermamente convinta che, se non glielo danno questa volta, l’Oscar a Di Caprio, quello, la prossima volta, sul set ci lascia le penne.

insidethehorse

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Ricordo

Avevo 10 anni e facevo la quinta elementare quando ho letto per la prima volta “Il diario di Anna Frank. Forse ero troppo piccola per capire pienamente quello che stavo leggendo e la portata di quegli eventi così disastrosi, ma la sensazione di inquietudine che provai la ricordo ancora e molto bene.

Sensazione che si tramutò in orrore nudo e crudo quando lessi, al liceo, Se questo è un’uomo. Mesi e mesi per arrivare in fondo: ogni riga un pugno allo stomaco, un mattone che non ne voleva sapere di andare giù.Auschwitz-Birkenau Non credo di aver mai provato tanta pena e una simile sensazione di svuotamento come nel periodo in cui mi sono sforzata di leggere quel libro.

Dopo quei libri ne sono venuti altri insieme a poesie, immagini, saggi, film, ricordi dei miei nonni e di tanti altri nonni sopravvissuti. Continuo a leggere, a guardare, a studiare e mi rendo conto che attualmente nel mondo, lasciando stare l’ISIS, ci sono Paesi in cui l’orrore è presente e sfigura generazioni intere di uomini.
Mi rendo conto che posso capire solo fino a un certo punto e spero con tutte le mie forze di non trovarmi mai nella situazione di capire davvero. Ma dimenticare, no. Questo mai.

La lampadina

E poi improvvisamente
mentre stai facendo tutt’altro, che so magari stai in bagno o aspetti che il distributore aziendale sputi fuori la brodaglia che, in teoria, dovrebbe essere “caffè espresso”…
lampo di genio!

Non sai neanche bene cosa ti abbia scatenato l’intuizione assoluta; sai solo che, in fondo al cuore (o nei meandri del cervello, ma questo è un altro paio di maniche), lo hai sempre saputo.

Era tutto in quella lampadina. Sì, la lampadina bruciata che in 3 anni non avevi mai sostituito, principalmente per pigrizia, preferendo stare al buio pur di non andare in una fottuta ferramenta e comprare una cavolo di lampadina, salire su una maledetta scala e cambiarla.
A ben pensarci, mi aveva sempre dato fastidio e per un po’ non ho mancato di rimarcare che sarebbe stato bene sostituirla, quella lampadina. Poi, per non diventare pesante, non ho più detto niente, continuando però a pensare che era assurdo non adoperarsi per una cosa tanto piccola e tanto utile.

Ora capisco perché quella lampadina mi inquietava sempre. Era già l’ovvia metafora di quello che poi, ineluttabilmente, è successo.

PS
Promemoria per me: la prossima volta che ti dà fastidio qualcosa, non passarci sopra! Magari è importante.