AIDS: l’assordante silenzio delle tv italiane

<Prologo: ed ecco che la comunicatrice cade nel trappolone e si infervora a scrivere un articolo sulla carenza della comunicazione sociale in Italia.>

Ogni anno, il primo dicembre ricorre la giornata mondiale contro l’AIDS. Se ti è passato di mente, non stento a crederlo. Le televisioni italiane hanno, come al solito, taciuto su quello che è un problema ancora molto attuale che, solo nel nostro Paese, coinvolge migliaia e migliaia di persone.

A fronte di un sostanziale silenzio su AIDS e prevenzione, ci sono dati che non è possibile ignorare: gli ultimi rapporti pubblicati dal Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che ogni anno in Italia ci sono circa 3.500 nuovi casi di sieropositività e 1.200 di Aids conclamato. Inoltre, una notizia pubblicata pochi giorni fa da La Stampa riporta che negli ultimi due anni in Europa ci sono state più di 140 mila nuove infezioni (pari a un incremento dell’6%).

Dunque, perchè i nostri mezzi di comunicazione continuano a tacere?

fiocco-rosso-aids

Sono anni che seguo questo tema, dai tempi dell’Università, e ancora non si sente mai parlare di preservativo e delle sue corrette modalità d’uso. Inutile dire che l’ingerenza della Chiesa nello Stato italiano gioca sicuramente un ruolo importante in merito, ma non posso e non voglio credere che questo sia il solo motivo.
Certo è che il mancato rilievo dato dalle reti italiane a una simile “ricorrenza” sottolinea come la nostra televisione non si faccia scrupoli a trasmettere servizi pieni di immagini strappalacrime su bambini denutriti o interminabili disamine piuttosto macabre sugli ultimi fatti di cronaca nera, ma sia ancora estremamente restia a fare seria informazione su problematiche delicate e a dare suggerimenti per risolverle. In questo, la comunicazione sociale italiana è ancora molto acerba.

Nel caso dell’AIDS ciò è ancora più grave per via del semplice fatto che il virus HIV si diffonde proprio grazie all’ignoranza, ignoranza che sarebbe possibile trasformare in consapevolezza semplicemente parlando più spesso di sesso e prevenzione, di rapporti sicuri e comportamenti a rischio.

Sono anni che il Ministero della Salute non investe su questa tematica. Tutto ciò che abbiamo è questo spot con testimonial Raoul Bova, risalente al 2012. Spot piuttosto inefficace in quanto non fornisce nemmeno una indicazione sui servizi ai quali è possibile rivolgersi per approfondire il tema, lasciando interamente al destinatario del messaggio “l’onere” di informarsi.

Meno male che qualcuno che ci pensa in modo più concreto c’è, anche se con un evidente ritorno personale. Ti lascio allo spot di Durex, ovviamente non trasmesso in TV, e ti invito a condividerlo sui tuoi canali social con l’hashtag #CondomEmoji. Facciamoci sentire!

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